La storia della Sancataldese nasce nel lontano 1945 subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e restò in vita per circa 10 anni. A decretarne la scomparsa fu un episodio al quanto curioso: durante una partita fu smarrito un intero blocchetto di biglietti e la mancanza dei soldi per poter pagare i diritti SIAE costrinse la dirigenza a far fallire la società.
Nel 1956 si riparte con l’Unione Sportiva Sancataldese. Dopo aver cambiato più volte i colori sociali, si ebbe la consacrazione della tinta VERDE – AMARANTO, che divenne la maglia ufficiale tutt’oggi indossata nelle gare ufficiali. La squadra era parecchio seguita dagli sportivi sancataldesi; i più anziani ricorderanno la carovana di “lambrette” per lo spareggio contro la Fulmine Marsala che si disputò a Canicattì o, ancora, la “littorina” allestita per seguire la squadra a Taormina.
Nella stagione 77/78 si ha la storica promozione dalla Prima Categoria al campionato di Promozione, una stagione indimenticabile per il numeroso pubblico che a quei tempi seguiva la Sancataldese.La permanenza nel campionato di Promozione durò solamente un anno; la Sancataldese si classificò penultima, ma ottenendo comunque le sue piccole soddisfazioni. E’ l’anno dei derby contro la corazzata Nissa che vinse il campionato. L’andata, il 03/12/1978, in un clima infuocato finisce 2-0 per la Nissa, che rimase stupita del tanto agonismo messo sia in campo che sugli spalti dai sancataldesi. La gara di ritorno disputata il 22/04/1979 al “Valentino Mazzola”, vede prevalere la formazione di casa per 1-0 grazie ad uno splendido gol di Otello Ribellino, davanti a 3500 spettatori. Fu la prima sconfitta in quel campionato per la Nissa.
Dopo anni di campionati altalenanti si arrivò alla stagione 84/85 dove i goal di Porrovecchio e Dispinseri appassionarono i numerosi tifosi sancataldesi, nomi che tutt’oggi si sentono nominare anche dai più giovani. Purtroppo, tra la contestazione dei tifosi verdeamaranto, il presidente Intilla per problemi economici fu costretto a mollare.
Anni bui per la compagine verdeamaranto che raggiunsero il culmine con la retrocessione in Seconda Categoria.
Nella stagione 1989/90 si riparte sotto la guida della cordata presieduta da Michele Marcenò, che vincendo il campionato di seconda categoria davanti alla società Caltanissetta, darà inizio al periodo più bello e vincente della storia della Sancataldese. Il grandissimo presidente riuscì a portare tra le proprie file tantissimi giocatori di notevole spessore, tra cui Lirio Torregrossa, il giocatore che più di tutti ha rappresentato l’apice calcistico sancataldese, per aver militato in società professionistiche tra cui Licata e Torino.

Nella stagione successiva (1990/91) viene vinto con facilità il campionato di Prima Categoria e l’anno seguente (1990/91) anche il campionato di Promozione, dopo un lungo testa a testa con il Noto. Il 10 Maggio 1992, nel giorno in cui si festeggia il patrono di San Cataldo, la Sancataldese batte per 4-0 il Vizzini e conquista per la prima volta nella sua storia l’accesso al campionato di Eccellenza. Lo stesso anno, grazie alle migliaia di punti raccolti, la società conquista l’accesso al “Torneo Acqua Vera” che si disputò a Roma. Vittoria dopo vittoria si arriva alla finale risputata nello stadio dei “Marmi”; il Castel S.Pietro, avversario della finale; si imporrà 4-1 davanti a centinaia di supporters sancataldesi. Alcune immagini della partita verranno trasmesse su 90°minuto e l’allora conduttore Maffei si complimenterà per la passione e la sportività mostrata dal pubblico sancataldese.
Nella stagione 1992/93 viene affrontato per la prima volta il campionato di Eccellenza dove tornò dopo diversi anni il sentito derby contro la Nissa. La squadra arrivò seconda dietro il Bagheria. Nella stagione successiva (1993/94) viene disputato ancora un ottimo campionato arrivando sesti in classifica.
Nella stagione 1994/95 la Nissa vince il campionato e la Sancataldese piazzatasi nella seconda posizione, a pari merito del Licata, accede ai memorabili spareggi che portarono la società nel campionato allora chiamato “Interregionale”.
Il primo spareggio, disputato ad Agrigento, viene vinto contro la compagine licatese per 1-0. Le successive vittorie, prima sul Giarre e poi sulla formazione sarda dell’ Iglesias, in uno stadio “V. Mazzola” occupato in ogni ordine di posto, danno origine all’apoteosi calcistica del dilettantismo: la Sancataldese è nel campionato Interregionale.
Dopo un anno di Serie D, il presidente Marcenò decide di uscire definitivamente dall’ambiente calcistico dopo anni di trionfi indimenticabili.
La Sancataldese, gestita da una serie di imprenditori che si susseguiranno nel tempo, restò in serie D per altri 6 lunghi anni, grazie anche ad un ripescaggio dopo uno spareggio perso contro il Mazara a Termini Imerese. L’entusiasmo con il tempo andò lentamente scemando, anche perchè a causa della mancanza di un impianto sportivo adeguato, la società sarà costretta a disputare le gare interne nello stadio “Pian del Lago” di Caltanissetta.
Nella stagione 2001/02, la formazione sancataldese, dopo lo spareggio perso ai calci di rigore contro il Corigliano Calabro disputato allo stadio Celeste di Messina, retrocede nel campionato di Eccellenza. Gli anni che seguirono furono di profonda agonia, ma furono anche gli anni che portarono alla ribalta gli ultras del “Commando Neuropatico San Cataldo” per l’estremo attaccamento alla squadra locale.
La stagione 2004/05 e’ la più tribolata, mancano i soldi, la società è praticamente inesistente.Gli ultras presero in mano le redini della società e la gestirono tra mille difficoltà. La Sancataldese perdendo lo spareggio di Mazara del Vallo ai calci di rigore contro la Fincantieri retrocede nel campionato di Promozione.
Nessun nuovo imprenditore prese le redini della società Sancataldese Calcio, ma grazie alla caparbietà degli ultrà sancataldesi si riuscì a salvare la società e a presentare la domanda di ripescaggio nel campionato di Eccellenza. Tale richiesta verrà accolta in quanto classificata al primo posto dell’elenco delle società potenzialmente beneficiarie. Questa nuova ventata di passione contribuì all’ascesa della nuova ed attuale dirigenza, che portò la formazione sancataldese a sfiorare i playoff promozione nella stagione 2005-06.
Nella stagione della anniversario dei 50 anni della Sancataldese, sta per iniziare la nuova avventura con tanti buoni propositi e tanta passione. Al vertice della Società troviamo una famiglia imprenditori sancataldesi, che fin dai primi di Luglio appronta una squadra nata per vincere il campionato, i nomi sono di quelli che contano. Ma dopo qualche giornata questi per motivi personali, decidono di ridimensionare il progetto, fino ad arrivare alla cessione del titolo.
Comincia quindi una lunga agonia che porterà lentamente la Sancataldese ad occupare nell’ultima giornata di campionato la penultima posizione in classifica che sancisce quindi la retrocessione diretta nel campionato di Promozione, frutto anche di un’ingiustizia perpetrata ai danni della Sancataldese Calcio, da parte del “Palazzo“della Lega di Palermo, infatti a fine campionato veniva sancita la retrocessione all’ultimo posto della società Raffadali, che doveva permettere quindi alla Sancataldese la disputa quantomeno dei Play-Out, nel frattempo già disputati, ma nonostante la Società presieduta Pro-tempore dal Presidente Giuseppe Livrizzi, avesse tentato in tutti i modi di chiedere giustizia la Lega con a capo l’allora Presidente Gianfranco Provenzano, rimaneva insensibile a tale richiesta e convocando le tre Società interessate, (Sancataldese-Pro Favara- Terrasini), proponeva uno spareggio a tre con partite da 45 minuti, e salvando la migliore classificata, il tutto quando si era già arrivati a fine Giugno. Tale proposta lasciava sbigottiti i Presidenti delle 3 Società intervenute che rifiutavano tale assurda proposta e chiedevano al Presidente Provenzano o la legittima disputa delle gare dei Play-Out, per come la classifica era stata stilata, che prevedeva l’inserimento della Folgore già salva nello scontro avuto con la Pro Favara. O in alternativa la riammissione di tutte e tre le squadre nel Campionato di Eccellenza. Ma il Presidente Provenzano, non curante dell’abominevole errore commesso dalla sua truppa, decideva di retrocedere tutte e tre le squadre, portando cosi’ a 5, le squadre retrocesse in quel girone. Ne conseguiva quindi una crisi che soltanto grazie all’abnegazione del Presidente Livrizzi coadiuvato dall’Avv. Salvatore Pirrello, da Pio Cammarata e da Salvatore Emma, riusciva solo a metà Agosto a mettere in piedi una nuova cordata Societaria, sana e seria, che decideva di sposare il progetto Sancataldese, e come primo passo si proponeva la rinascita del Settore Giovanile, fiore all’occhiello punto di riferimento per il calcio del centro Sicilia da sempre, e la costituzione di una squadra giovane che possa quantomeno salvare la categoria nel nuovo campionato di Promozione che era già alle porte.
Il progetto anche se con ritardo ha inizio, dopo tre giorni dalla costituzione della Società (siamo al 20 Agosto 2008) inizia la stagione con la Coppa Italia, che vede la Sancataldese affrontare nel polveroso l’ambizioso Sommatino, l’incontro termine con il risultato di 2-2,che conforta non poco tutto l’enturage Sancataldese. Ma purtroppo è solo un fuoco di paglia, la stagione continua con una serie di alti e bassi che portano la Società a cambiare ben tre allenatori, (Raimondo Giambra, Raffaele Ammendola e Lirio Torregrossa). Ma nonostante gli sforzi di tutta la Società e di tutto l’ambiente, la Sancataldese è costrettanuovamente a retrocedere per via della lotteria dei Play-out disputatisi sul campo neutro di Bagheria che vedeva la Sancataldese dominare l’intero incontro ma alla fine pareggiare con il Marsala 1912,e che sanciva la retrocessione della Sancataldese Calcio in virtu’del peggiore piazzamento registratosi durante il campionato. Uniche note positive dell’annata disgraziata appena trascorsa, venivano dal costante attaccamento alla Sancataldese da parte dei propri sostenitori, sempre presenti ad ogni partita sia in casa che in trasferta a sostegno della beneamata della propria città, (da ricordare la trasferta di una ventina di tifosi in quel di Favignana). Altra nota positiva che giungeva subito dopo la retrocessione era l’accordo che il Vice Presidente Salvatore Pirrello unitamente al Presidente Michele Geraci, raggiungevano con il Presidente del Sommatino Calcio Tonino Spallino, che decideva di sposare il progetto ambizioso che si vuolemettere su a San Cataldo, e di fare una fusione tra Sommatino e Sancataldese al fine di permettere di costituire una Società piu’ sana e piu’ forte che possa finalmente dare alla nostra città il lustro che merita.












